Browsing posts in: Eventi
Nov 11, 2019 0

Il Piazzale della Certosa intitolato a Grazia Nidasio

Immagine: gentile concessione Enrico Semplici

Quello che per tutti gli abitanti di Certosa è sempre stato “il Piazzale”, dando per scontato a quale luogo ci si riferisse, dal 9 Novembre 2019 ha ora un nome.

L’amministrazione comunale del Comune di Certosa di Pavia ha intitolato lo spazio antistante al complesso che comprende la Basilica, il Monastero ed il Museo, a Grazia Nidasio, famosa fumettista ma anche storica, sceneggiatrice e giornalista, molto conosciuta per le sue storie ed i personaggi da lei creati.

Foto da Instagram @Gabricarnevalemaffè

Prima fra tutti “Valentina Mela Verde”. Si tratta di una fortunata e simpatica serie pubblicata sul Corriere dei Piccoli dal 1969 al 1971 passando poi al Corriere dei ragazzi fino al 1976.


Immagine: Galleria immagini Google

Oltre a questo Grazia Nidasio realizzò anche un continuo, creando la serie “Stefi”, sorella di Valentina Mela Verde; questo personaggio è anche stato utilizzato dall’emittente nazionale RAI Scuola per una serie di spot per sensibilizzare i ragazzi su temi ambientali, umanitari, politici e scientifici, “Stefi e la formica intollerante“.

Immagine: Galleria immagini Google

La lodevole iniziativa dell’amministrazione comunale assegna a questo luogo storico un significato ancora più intenso legandolo ad un personaggio importante, parte della comunità del paese.

Ott 14, 2019 0

Mostra Fotografica al Museo della Certosa di Pavia

Immagine: © Fondo Storie Immaginate in Luoghi Reali / Museo di Fotografia Contemporanea | Jitka Hanzlová, Francesca, Vaprio D’Adda, Villa Melzi d’Eril, 2007

Presso il Museo della Certosa di Pavia è attualmente in corso una mostra fotografica della fotografa Jitka Hanzlová. La mostra è organizzata come omaggio per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. L’esposizione prende il nome di “SGUARDI – Omaggio a Leonardo” e si propone di accostare le immagini dell’autrice alle opere di Leonardo come ritrattista facendo risaltare come un’immagine riesca a cogliere, oltre all’estetica esterna del soggetto, anche l’animo della persona ritratta; facendoci comprendere, soprattutto attraverso gli “sguardi”, il loro intimo essere.

DAL COMUNICATO STAMPA:
Il Museo della Certosa di Pavia e il Museo di Fotografia Contemporanea propongono un omaggio a Leonardo da Vinci nell’anno in cui si celebrano i 500 anni dalla sua morte: cinque ritratti fotografici realizzati dall’artista ceca Jitka Hanzlová nel 2007 e appartenenti alle collezioni del MUFOCO sono esposti nelle sale del Museo della Certosa dal 12 ottobre al 15 dicembre 2019, a suggerire un dialogo ideale tra la fotografia contemporanea e la ritrattistica rinascimentale.

I ritratti di Jitka Hanzlová sono stati realizzati a Palazzo Melzi d’Eril a Vaprio d’Adda e alle chiuse di Cornate d’Adda, dove un tempo visse e lavorò Leonardo: questi luoghi diventano per l’artista un’occasione per riflettere sulla rappresentazione della figura umana in dialogo con il paesaggio. Leonardo, infatti, è stato tra i grandi sperimentatori del ritratto inteso in senso moderno, per la sua capacità di creare un rapporto tra l’ambiente e i personaggi e di donare loro una complessità introspettiva attraverso lo sguardo, i gesti e il movimento appena accennato, tratti capaci di rivelare “i moti dell’animo”.

Le fotografie di Jitka Hanzlová, intimamente legate alle atmosfere del ritratto rinascimentale, si caratterizzano per il raffinato taglio compositivo, l’uso calibrato della luce naturale e l’atmosfera magica e sfumata, senza tempo, che li avvolge. Gli sguardi, in particolare, che siano diretti allo spettatore o rivolti verso un orizzonte lontano, conferiscono ai volti un’aria poetica e misteriosa.

I personaggi della Hanzlová richiamano immediatamente ai più celebri ritratti come la Gioconda, la Dama con l’ermellino e la Belle Ferronière, ma non c’è traccia del banale esercizio accademico di emulazione e di stile, quanto, piuttosto, di una ricerca artistica sull’individuo e l’identità, tutta giocata intorno ai linguaggi dell’arte contemporanea.

Il rapporto tra pittura e fotografia, tra storia e contemporaneità nell’arte saranno oggetto di approfondimento durante l’incontro al Museo della Certosa di Pavia previsto per sabato 12 ottobre alle ore 15 con Cristina Quattrini, storico dell’arte e esperta di pittura lombarda rinascimentale (Pinacoteca di Brera) e Roberta Valtorta, storico della fotografia (già direttore scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea) in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. Segue l’inaugurazione della mostraalle ore 16.

Jitka Hanzlová, nata nel 1958 a Nachod (Repubblica Ceca), si trasferisce nel 1985 ad Essen, in Germania, dove scopre nella fotografia una forma di espressione semplice e diretta. Tra due vite, due culture, due lingue, due paesaggi, Jitka Hanzlová si affida al linguaggio universale della fotografia per affrontare un’affascinante indagine sulla figura umana e sul paesaggio. Le sue immagini si muovono alla costante ricerca del rapporto che l’individuo ha con l’ambiente dove vive. Nel 2007 partecipa al progetto Storie immaginate in luoghi reali commissionato dal Museo di Fotografia Contemporanea in collaborazione con Fondazione Cariplo e Navigli Lombardi. A novembre 2019 espone la mostra Silences presso la Galleria Nazionale di Praga.

Sabato 12 ottobre 2019
ore 15 > Incontro con Cristina Quattrini, storico dell’arte (Pinacoteca di Brera) e Roberta Valtorta, storico della fotografia (già direttore scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea)
ore 16 > apertura della mostra

Domenica 24 novembre 2019
Ore 10.00, 15.00, 16.00
Guardami! Percorso tematico interattivo per bambini e famiglie (max 15 persone)
Partecipazione gratuita su prenotazione: servizioeducativo@mufoco.org – 02.66056631

Orari di apertura della mostra:
Da giovedì a domenica
ottobre: ore 9-11 e 14.30 – 17
novembre e dicembre: ore 9-11.30 e 14.30-16.30
informazioni: http://www.mufoco.org
Sito Web dell’Autrice: http://www.jitkahanzlova.com/menue.htm


Set 30, 2019 0

Un Ricordo di Padre Sisto

Brani tratti dal libro “La mia Certosa” di Alessandro Maria Campagnoli.

Cerimonia Posa della prima pietra dell’oratorio
Cortesia Alessandro Campagnoli

“Ecco che molto tempo dopo un altro monaco, Padre Sisto (al secolo Vincenzo Giacomini, ciociaro) decide di spendere la vita proprio su codici miniati ed incunaboli ereditati dal passato e danneggiati dal tempo.
È uno dei più famosi restauratori d’Europa: grazie ad una singolare miscela di tradizione antica e di tecnologia moderna è in grado di restituire allo splendore perduto vetusti manoscritti.

In tre locali della foresteria il religioso ha creato il suo laboratorio di restauro. Schivo, secondo l’abito monastico, sostiene che il suo lavoro non è diverso da quello dei suoi confratelli impegnati a guidare i turisti o a coltivare l’azienda agricola.

Di diventare restauratore, dice, glielo ha ordinato il Padre generale dell’Ordine ed egli ha soltanto cercato di farlo nel migliore dei modi.
Non c’è infatti scrittura o sgorbio che non sia in grado di decifrare, non c’è brandello di codice che non sappia ricomporre, non c’è muffa o macchia che possa sfuggire al suo intuito diagnostico, ed ogni pagina, anche la più sgualcita, sotto le sue abilissime mani, rinasce a nuovo splendore.

Certi suoi restauri si direbbero opera di alta chirurgia; autentici trapianti ed innesti. Nel laboratorio della Certosa vengono eseguiti lavori impegnativi e difficili.

Padre Sisto nel suo atelier

«Quanto tempo si impiega a restaurare un libro?» chiedo al maestro del restauro. «Dipende tutto dalle condizioni. C’è il manoscritto che si può sistemare in due giorni e quello su cui si lavora quattro mesi», mi risponde.
Al laboratorio arrivano libri da tutto il mondo, compresa la Russia.
Egli stesso è stato a Mosca per illustrare le sue tecniche di restauro: compito non tanto difficile, visto che conosce perfettamente cinque lingue, oltre al latino medievale. Codici miniati, manoscritti, incunaboli, libri tarlati o ammuffiti, preziose stampe ed incisioni dal secolo XI al XVII vengono amorevolmente curati da Padre Sisto.
Ma qual è il procedimento tecnico seguito dal discepolo di San Bernardo per restaurare i volumi?

Cerimonia Posa della prima pietra dell’oratorio
Cortesia Alessandro Campagnoli

Il primo atto è la compilazione di una cartella clinica nella quale si diagnostica la malattia e si indicano gli interventi necessari. Poi incomincia la cura vera e propria. Anzitutto i volumi sono sottoposti a delicati procedimenti: vengono collocati per due giorni in una camera a gas contenente aldeide formica la quale elimina le muffe, i funghi e gli altri microrganismi: si tratta di una disinfestazione antibatterica resa necessaria dal clima umido delle biblioteche monastiche, che favorisce il proliferare di agenti biologici.
Se poi i libri sono acidi, si procede alla de-acidificazione. La carta, difatti, può essere corrosa a causa dell’acidità: o perché l’inchiostro è composto di sostanze acide, o perché si è ossidato, o ancora perché nell’impasto della carta è stata usata acqua acidula.
Per i libri a stampa questa operazione avviene in un bagno a base di anidride carbonica e carbonato di calcio; per quelli non acidi il lavaggio avviene in acqua calda. Per il manoscritto, invece, si pongono altri problemi: bisogna vedere prima se l’inchiostro tiene.

Dopo aver lasciato asciugare i fogli precedentemente staccati ed eventualmente fotografati nelle parti più significative, si procede al rinforzo della carta con un apposito collante. Quindi i fogli vengono messi sotto pressa. Assai più complesse sono le tecniche di restauro delle pergamene e, soprattutto, dei papiri, che sono fragilissimi.
Avvalendosi di una grande quantità di collanti, coltelli, bisturi e altri arnesi, il monaco procede al rinforzo del libro, foglio per foglio, millimetro per millimetro.

Infine, sulle pagine più lesionate, viene innestata una speciale ‘carta giapponese’ protettiva. «Noi monaci non abbiamo limiti di orario e di tempo: per questo i nostri restauri sono più curati. È lo stesso motivo per cui i nostri liquori sono più buoni ed i frutti del nostro orto più saporiti. Per noi il tempo non è denaro: questo è il segreto. Come ogni Benedettino, non facciamo che pregare e lavorare» mi dice Padre Sisto.
Egli, anche se modesto nel suo comportamento, è uno fra i ‘chirurghi del libro’ più apprezzati e ricercati. Da quando ha aperto il suo laboratorio, il religioso ha rimesso a nuovo circa 500 volumi.

Tutto il paese gli vuole bene. La domenica celebra due affollate messe in parrocchia, nella chiesa di San Michele arcangelo, alle 9.30 ed alle 11.00; conosce vita, opere, miracoli di ogni casa e si lamenta quando gli entusiasmi si raffreddano subito.”

Maschere allegoriche tra le quali quella di Padre Sisto
Cortesia Alessandro Campagnoli

“Per il santo Natale 1987 la Certosa ha una ben triste sorpresa: vengono infatti chiuse per sempre le porte del laboratorio di restauro del libro antico, istituito proprio tra le mura del monumento da Padre Sisto Giacomini, il monaco cistercense che per circa 20 anni ha curato preziosi manoscritti e codici miniati, gioielli del patrimonio culturale nazionale e straniero. Il monaco si trasferisce con il suo ‘atelier’ alla Certosa fiorentina di Galluzzo e da qui riprende i contatti con le scuole del restauro del libro di Mosca, Leningrado, Lipsia.

Prima di lasciare la Certosa, Padre Sisto ha un riconoscimento da parte delle amministrazioni comunali di Certosa e di Pavia. Quest’ultima gli conferisce ‘L’onorificenza di San Siro’, assegnata a tutti coloro che hanno contribuito alla crescita della città. La notizia commuove il maestro del restauro: «Sono cose che ti danno una carica. Non è un fatto indifferente. Sei stato qui, hai fatto qualcosa e lo si riconosce».

Gli chiedo: Che cosa ti hanno dato circa 20 anni di lavoro nella scuola da te fondata?
“Hanno rafforzato l’amore per il libro e per la cultura. Il libro deve essere conservato perché è una testimonianza, una parte di civiltà.”

E che cosa ha insegnato la pratica del lavoro a te che hai abbracciato la vita monastica da ragazzino e ti sei formato su studi umanistici?
Mi viene in mente il filosofo Giambattista Vico, che parlava dei corsi e ricorsi della storia».

Tra le cose che Padre Sisto porta con sé a Firenze, oltre agli strumenti di lavoro ed ai suoi quadri, non manca la sua bicicletta usata anche quando «c’era la neve alta così», e la ricetta di un suo piatto che lo ha reso famoso tra gli amanti della buona cucina, il ‘boccone del frate’ a base di rigatoni, funghi e lingua.

Serata in onore di Padre Sisto all’allora Cinema Teatro Araldo 23 Gennaio 1988
Cortesia Alessandro Campagnoli

Tutta la comunità parrocchiale saluta amabilmente Padre Sisto, in un abbraccio fraterno, presso il Teatro Araldo la sera di sabato 23 ed il religioso celebra la sua ultima messa a Certosa, nella chiesa di San Michele arcangelo, domenica 24 gennaio 1988.”

Grazie Don Sisto per tutto quello che hai fatto per Certosa e per i suoi abitanti.

Ago 21, 2019 0

Accadde allora: Il furto del trittico alla Certosa di Pavia.

Sono trascorsi 35 anni da quando nella notte tra il 21 ed il 22 Agosto 1984 una banda di malfattori, probabilmente su commissione, si introdussero nella Certosa di Pavia depredandola di uno delle più famose opere in essa contenute.

Il Trittico, opera dell’intagliatore fiorentino Baldassarre di Simone di Aliotto, della famiglia degli Embriachi (da qui il trittico di Baldassarre degli Embriachi) è una magnifica opera realizzata in avorio e osso. Il comparto centrale ospita 26 formelle in basso rilievo che narrano la leggenda dei Re Magi, I due comparti laterali contengono 18 formelle in bassorilievo ciascuno che narrano episodi della vita di Cristo e della Madonna. Sono inoltre scolpite nei bordi delle piccole statue raffiguranti santi e beati.

Foto Certosadipavia.it

I ladri penetrati all’interno del complesso monumentante smontarono, non senza una certa abilità e probabilmente da uno studio precedente, le formelle e le statuine svuotando l’opera del suo prezioso contenuto.

Ai tempi, dopo il furto, si costituì un’associazione per il recupero delle opere che pose anche una taglia, considerevole per quel periodo, di 50.000.000 di Lire a chiunque fornisse informazioni tali da permetterne il recupero.

Immagine paviafree.it

Oltre al furto stesso la grande preoccupazione fu che le singole formelle potessero essere vendute, tramite ricettatori, separatamente o addirittura singolarmente, questo avrebbe rischiato la loro dispersione rendendo il recupero ancora più difficile.

Singolare fu l’ipotesi che il furto potesse essere stato ideato e ispirato in seguito ad una pubblicazione di poco precedente di un prezioso libro, edito da Franco Maria Ricci nel 1981 dal titolo:  “Epistole, con il trittico degli Embriachi della Certosa di Pavia” tuttora reperibile sul mercato (https://www.abebooks.com/book-search/title/embriachi-il-trittico-di-pavia/); che illustrava in maniera eccezionale le caratteristiche di quest’opera.

Immagine dalla copertina di “Epistole, con il trittico degli Embriachi della Certosa di Pavia

Fu probabilmente però anche grazie a questa pubblicazione, che rese le opere facilmente riconoscibili, che pose ostacolo al loro smercio nei circuiti degli antiquari. Da qui il tentativo di “piazzare” le opere nella loro completezza non andò come i malfattori avevano previsto, costringendoli ad allargare il circuito di ricettazione per vendere separatamente le formelle e le statuine.

Gli autori del furto organizzarono delle vere e proprie aste clandestine, dove i singoli pezzi furono valutati ciascuno tra il milione e mezzo e i tre milioni di Lire. Per fare questo i ladri fecero girare alcune Polaroid raffiguranti le varie opere presso antiquari romani e come conseguenza il nucleo dei Carabinieri specializzati nel recupero di opere d’arte riuscì ad averne notizia e a recuperarne una parte. In breve riuscirono ad arrestare l’intera banda, il 9 ottobre del 1985 quindi circa un anno dopo il furto , composta da circa 20 persone ed al recupero totale delle opere sottratte.

Le parti del trittico furono in seguito verificate e restaurate per ritornare a comporre la magnificenza che oggi si può ammirare nella sagrestia vecchia del monumento della Certosa di Pavia.

In virtù della semplicità di smontaggio dell’opera che allora facilitò il furto, le formelle sono state applicate utilizzando un nuovo sistema segreto di ancoraggio al legno, basato su una sequenza gestuale studiata da uno specialista ed il cui schema è custodito nella cassaforte della Soprintendenza. Non essendo a conoscenza della sequenza e della chiave di smontaggio sarà molto più difficile se non impossibile rimuovere le singole parti dell’opera.

Ringraziamenti, fonti e bibliografia: http://www.paviaedintorni.it/temi/eventi_file/eventi_storici_file/eventistorici_furtotrittico.htm
https://ricerca.repubblica.it/
https://www.paviafree.it/storia/1984-il-furto-del-trittico-della-certosa-di-pavia.html
Epistole, con il trittico degli Embriachi della Certosa di Pavia – Edizioni Franco Maria Ricci 1981 Parma

Ago 13, 2019 0

Il Maltempo abbatte le mura di cinta della Certosa

Ieri, 12 Agosto 2019, nel pavese si è abbattuto un violento temporale di vento e di pioggia (tecnicamente denominato “downburst” https://it.wikipedia.org/wiki/Downburst ) che ha causato numerosi danni a tutto il territorio interessato incluso il complesso monumentale della Certosa di Pavia. La violenza del fenomeno ha causato al Monumento ingenti danni alle mura di cinta nel lato est, causandone il crollo di una considerevole parte del recinto che delimita il complesso.

Immagine tratta da “Storia Documentata della Certosa di Pavia” Architetto Luca Beltrami – Milano 1896.

Le mura quattrocentesche che, in altra parte erano già state oggetto di consolidamento, hanno ceduto sotto l’impeto dell’esplosione di vento che si è abbattuta al suolo. Le seguenti foto illustrano l’attuale stato delle mura che auspichiamo siano oggetto di un prossimo intervento di restauro.

Immagine http://www.certosadipavia.it

La forza del vento non ha risparmiato nemmeno alcuni tigli del viale che conduce al Monumento dal paese, causando danni e disagi.

Immagine Emanuela Nazzareni Facebook – condivisa su “Sei di Certosa di Pavia se…”

L’unica nota positiva, se cosi si può dire :(, è che lo squarcio ha rivelato una vista esterna del Monumento finora sconosciuta. Siamo convinti che il Monumento della Certosa di Pavia, che ha superato i 600 anni, riuscirà a passare oltre anche a questa prova regalandoci la sua consueta bellezza per i prossimi secoli.

Immagine Cortina Ornella per gentile concessione.

Lug 29, 2019 0

Visite guidate al Museo della Certosa

Nei mesi di Agosto Settembre e Ottobre saranno organizzate una serie di visite guidate al Museo della Certosa.
Il Museo si trova all’interno del complesso della Certosa di Pavia e precisamente nel Palazzo Ducale che affianca la Chiesa ed il Monastero.
All’interno le opere sono suddivise in aree tematiche:
La Gipsoteca – Contenente più di 200 calchi in gesso delle opere che compongono la facciata e non solo

Gipsoteca

La Pinacoteca – con annessa collezione di sculture

Pinacoteca

La Sala Dell’Oratorio – Ricca di Affreschi

Oratorio

La Sala Dei Capolavori – Con le migliori opere pittoriche del museo

Sala Dei Capolavori

Le visite accompagnate da una guida saranno disponibili nelle giornate di venerdì, sabato e domenica in Agosto, Settembre e Ottobre con i seguenti orari:
AGOSTO ore 15,00 – 16,00 – 17,00 – Venerdì 2, 9, 16, 23, 30 – Sabato 3, 10, 17, 24, 31 – Domenica 4, 11, 18, 25
SETTEMBRE ore 14,30 – 15,30 – 16,30 – Venerdì 6, 13, 20, 27 – Sabato 7, 14, 21, 28 – Domenica 1, 8, 15, 22, 29
OTTOBRE 14,30 – 15,30 – 16,15 – Venerdì 4, 11, 18, 25 – Sabato 5, 12, 19, 26 – Domenica 6, 13, 20, 27

Il Costo dell’ingresso al Museo è gratuito, la visita guidata costa 5 Euro cad. ( gratuita per i minorii di diciotto anni)
Il Numero massimo di partecipanti alla visita guidata è di 30.

E’ meglio prenotare attraverso la Cooperativa Dedalo attraverso la posta elettronica indirizzando la richiesta a: prenotazionivisitemc2019@gmail.com
(specificando data, ora e un recapito telefonico).

Link correlati con questa notizia:
Cooperativa Dedalo
Museo Della Certosa di Pavia
Quatarob Portale portale turistico di riferimento pavese

Ritratti, Studiolo, Gipsoteca, Sala dei Capolavori, Oratorio – Credit to:
Wikimedia
Di Carlo Dell’Orto – Opera propria, CC BY-SA 4.0,


Lug 09, 2019 0

Sagra di Certosa “Terza di Luglio

La terza di Luglio, come ogni anno, si festeggia la Sagra del paese di Certosa di Pavia. In realtà il santo patrono, San Michele Arcangelo, cade il 29 di Settembre dove verrà festeggiato con il “Palio Carthusiano (24-30 Settembre). Questa tradizionale anticipo è ormai diventato un appuntamento fisso per molti pavesi, specialmente per l’ultima serata dove sono previsti spettacolari fuochi pirotecnici. Il programma programma si snoda attraverso commemorazioni religiose, cene e incontri conviviali presso la struttura dell’oratorio San Riccardo Pampuri a partire da sabato 20 Luglio fino alla serata conclusiva il Martedì 23 Luglio.

Giu 20, 2019 0

Concerto alla Certosa

In occasione della “Festa della Musica 2019”, venerdì 21 Giugno alle ore 16 si terrà un concerto presso il Museo della Certosa di Pavia. Si esibirà il gruppo d’archi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “F. Vittadini”.

L’ingresso è libero senza necessità di prenotazione.



Violino Concertatore: Luca Torciani

Il programma:

Antonio Vivaldi

Concerto in Mi minore op. 3 num. 4 per 4 violini, archi e basso continuo
Violini: Martina Boschetti – Sun Xinze – Gianmarco Andreoli – Alessandro Polisi

Franz Joseph Haydn

Concerto in Re maggiore per violoncello e archi
Violoncello: Gabriele Montanari

Conservatorio di Musica “Franco Vittadini”

Agrivillage Milano hotelmonumento  Italiabar