Una serata di musica, emozione e memoria nel cuore della Certosa di Pavia
Ci sono eventi che si ascoltano, ed altri che si vivono profondamente. La serata del 22 maggio 2026 presso il Complesso Monumentale e Museo della Certosa di Pavia è stata senza dubbio una di queste. Nel suggestivo scenario del Chiostro Piccolo, si è svolto lo spettacolo “Beatrice d’Este e il respiro della Certosa”, secondo appuntamento della rassegna “Magnificat. Donne straordinarie nei musei lombardi”, promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia.
Essere presente per sentirne il valore
Partecipare personalmente a questo evento per me ha significato immergersi in un’atmosfera rara, quasi sospesa nel tempo. Il Chiostro Piccolo della Certosa, già di per sé luogo carico di spiritualità e memoria storica, si è trasformato per una sera in uno spazio vivo, vibrante di musica, poesia ed emozioni.

Le parole della Carrabs si intrecciavano con le musiche eseguite dal maestro Roberto Porroni alla chitarra e dalla violoncellista Marcella Schiavelli. I brani di Schubert, Gershwin, Piazzolla e De Falla accompagnavano il racconto con straordinaria sensibilità, creando un dialogo continuo tra musica e voce narrante. Ogni nota sembrava amplificare le emozioni del testo, mentre il silenzio del chiostro contribuiva a rendere tutto ancora più intenso.

Beatrice D’este L’illuminata
Protagonista assoluta della narrazione è stata la figura di Beatrice d’Este, raccontata attraverso un intenso testo drammaturgico scritto e interpretato da Antonetta Carrabs. La particolarità dello spettacolo risiedeva proprio nel modo in cui la storia veniva narrata: non come un semplice racconto storico, ma come se fosse la stessa Beatrice d’Este a parlare in prima persona, condividendo emozioni, pensieri, paure e speranze.
Col passare dei minuti, il pubblico è apparso completamente coinvolto da quella dimensione quasi teatrale e spirituale. La sensazione era quella di assistere non soltanto a uno spettacolo, ma a una vera evocazione del passato. Un momento particolarmente toccante si è vissuto al termine della performance, quando Antonetta Carrabs, visibilmente emozionata, ha confessato di essersi sentita profondamente immedesimata nella figura di Beatrice d’Este, quasi percependone la presenza all’interno della Certosa, luogo che realmente apparteneva alla storia della duchessa.

Un gradito ritorno
Ed è stato forse proprio questo il valore più autentico della serata: la capacità di riportare vita, arte ed espressività all’interno di un monumento storico che per troppo tempo era rimasto distante da esperienze culturali di questo tipo. Un concetto sottolineato anche dalle istituzioni presenti, che hanno evidenziato l’importanza di riportare eventi artistici e performativi all’interno di uno dei luoghi simbolo del territorio.
La Direzione Regionale Musei Lombardia
La rassegna “Magnificat”, in programma dall’8 maggio al 26 settembre 2026 nei musei statali lombardi, nasce proprio con questo obiettivo: valorizzare luoghi della cultura attraverso storie di figure femminili straordinarie della storia italiana, unendo musica, poesia e teatro. Il progetto è curato dalla Casa della Poesia di Monza, con drammaturgia di Antonetta Carrabs, insieme all’Associazione Musicale Duomo, diretta artisticamente da Roberto Porroni.

Nella quiete del Chiostro Piccolo, tra le antiche architetture della Certosa e le note che si diffondevano nella luce della sera, il passato è sembrato tornare vivo. E per chi era presente, quella del 22 maggio non è stata soltanto una rappresentazione artistica, ma un’esperienza emotiva destinata a lasciare un ricordo profondo.
Direzione Regionale Musei Lombardia






